Riassunto
La Notte Infinita
Era una fredda notte d'inverno quando Marco, un giovane appassionato di storie di paura, decise di esplorare un antico castello abbandonato. Le leggende narravano che il castello fosse maledetto e che chiunque vi entrasse non fosse mai tornato. Nonostante ciò, la curiosità lo spinse a oltrepassare il cancello arrugginito.
Una volta dentro, Marco sentì una strana sensazione di oppressione. Il silenzio era così profondo che il battito del suo cuore sembrava ecco in un luogo vuoto. Si mosse lentamente tra le stanze polverose, illuminando il cammino con la torcia. Ogni passo scricchiolante sembrava distorcere il tempo, e l'idea di essere osservato inizió a farsi strada nella sua mente.
Dopo un po', Marco si trovò davanti a uno specchio antico, che rifletteva non solo la sua immagine, ma anche figure oscure dietro di lui. Col cuore in gola, si voltò e vide solo ombre, ma sentì un sussurro che lo chiamava per nome. "Aspetta... aspetta..." ripeteva. Marco intuì che stava aspettando qualcosa, ma di cosa? Il tempo trascorreva lentamente e il suo orologio sembrava essersi fermato.
Poco a poco, la paura crebbe dentro di lui e il desiderio di fuggire si fece intenso. Ma ogni volta che provava a muoversi, il luogo sembrava avvolgerlo in un abbraccio gelido. Marco realizzò che il castello stava giocando con la sua mente; il tempo si era fermato, e lui era intrappolato in una notte infinita, dimostrando così il proverbio: "Aspettando, i giorni volano via." E mentre il castello reclamava la sua anima, Marco comprese che a volte i veri incubi non sono quelli che ci aspettano, ma quelli che ci intrappolano nel tempo.


